Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi

Perché dopo Istanbul c’è sempre Atene.

No no, non ci chiedete come. Al limite, una volta superata quella rotonda, vi fermate e chiedete.



Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi

Siamo ufficialmente entrati in quella fase della stagione, che solitamente va da metà ottobre fino a gennaio, in cui Milanello diventa Squid Game.

🔴⚫️🚑🏥

#Milan #ACMilan #Milanello #infortuni
#Saelemaekers ❌ #Gabbia ❌ #Chukwueze ❌
#Gila ❌ #Moreira ❌ #Rabiot ❌ #LazzarettoMilan
#SameOldStory #milanistisullorlo #MilanistiSullOrloDiUnaCrisiDiNervi

5 days ago | [YT] | 0

Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi

Non apparteniamo a quella generazione – molto fortunata! – che ha vissuto una certa epoca.

Sandro Mazzola e Gianni Rivera sono stati le due icone di una Milano che, da capitale del calcio italiano, lo diventava di quello europeo, con le tre Coppe Campioni consecutive conquistate dal 1963 al ’65.

Sono stati gli anni, quelli, anche della prima grande “rivalità” che ha diviso in due un Paese che d’azzurro si vestiva: quando nel vocabolario del pallone fece capolino il termine ‘staffetta’.

Rivalità, scritto ovviamente fra virgolette.

In realtà, il 10 🔴⚫️ e l’8 ⚫️🔵 erano legati da un rapporto di stima e amicizia sincera, che volava molto più in alto dei colori, del Naviglio, delle opposte curve di San Siro.

Chi scrive ha “conosciuto” Sandro Mazzola già con addosso i gradi di leggenda del calcio italiano.

Una leggenda proprio perché non si atteggiava da tale.

Un opinionista le cui opinioni pesavano davvero.

E l’entusiasta seconda voce in telecronaca RAI nella magica estate di Germania 2006.

Ci piace pensare che ora sia già su un prato verde a rincorrere un pallone di cuoio, divertendosi, assieme al suo papà. ⚽️🤎

❤️🖤🤝🖤💙

#Mazzola #SandroMazzola #Milano #leggenda
#milanistisullorlo #MilanistiSullOrloDiUnaCrisiDiNervi

1 month ago | [YT] | 0

Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi

Non si può certo dire che ci si sia annoiati in questi 7 anni, caro Rafa.

Te ne vai con lo stesso sorriso che ti sei portato al tuo arrivo. Un sorriso che spesso abbiamo visto anche in campo, quando rientravi a metà campo per prendere palla, partire sulla fascia con essa al piede, saltare il primo, anche il secondo avversario, talvolta persino il terzo, entrare in area e far sì che qualcosa accadesse.

Sei stato un arcobaleno che, a poco a poco, si è fatto spazio fra i nuvoloni grigi della cosiddetta “banter era”, fino a squarciarli, e con quella luce indicarci la via su cui seguirti per rincorrere e conquistare un meraviglioso Scudetto.

Ma sei stato tanto altro, perché quello che hai dato non si può banalmente misurare in titoli e numeri - sebbene i tuoi siano considerevoli, dato soprattutto il periodo storico in cui sono maturati -.

Caro Rafa, sei stato speranza, sei stato freschezza, sei stato bellezza, sei stato gioia!

Sei stato la possibilità di sognare offerta a una generazione di ragazzini che di sognare avevano un gran bisogno.

Una generazione verso cui, noi un po’ più grandicelli, dovremmo essere più empatici, anziché guardarli con la bocca storta, pronti a bacchettarli e a strillargli contro: “Ué ragazzino! Ai miei tempi…”.

Ma “ai miei tempi” cosa???

I “nostri tempi” sono stati quelli di Milan stellari, che ci hanno abituato fin troppo bene e per cui un 2° posto e una finale di Champions’ League persa erano considerati né più e né meno che fallimenti!

I “tempi” di chi ha vent’anni oggi, invece, sono stati quelli dei Zapata, dei Montolivo, degli Honda, dei Suso, dei Niang (per pietà, cito i meno peggio)!

Ma veramente abbiamo il coraggio di rimproverargli la tristezza perché sta per andare via uno dei pochissimi ad avergli donato un po’ di felicità?!

Cioè, spiegatemi: siamo stati molto più fortunati di loro e dobbiamo pure rompergli le palle?!

Vabbè, sapevo che avrei divagato…

… ciao Rafa. E grazie!

Grazie per aver donato gioia a una generazione che non l’ha quasi mai vissuta - e ad averne fatta riassaporare un bel pizzico anche a me -.

Mancherai.

Mancherai un po’ anche a quei tuoi “haters di professione”, che ora sono già alla spasmodica ricerca del prossimo bersaglio con cui riempire il loro vuoto modo di tifare.

Buona fortuna! 🍀❤️

WE GOOOOOO!!! 🔴⚫️🇵🇹🏄‍♂️

G.

#Leão #RafaLeão
#riflessioni #Obrigado
#milanistisullorlo #MilanistiSullOrloDiUnaCrisiDiNervi

1 month ago | [YT] | 2

Milanisti sull’orlo di una crisi di nervi

Ciao Franco, ciao Capitano, il Capitano.

Ed eccoci qui: la prima a San Siro senza di te. Mai avrei pensato che quella bandiera con il tuo nome e il tuo numero 6 potesse diventare così presto un ricordo, un gagliardetto nella memoria e non più la certezza di vederti sfilare sul campo.

A pochi metri da qui stanno per iniziare i lavori per il nuovo stadio, proprio nell'anno in cui hai deciso di consegnarti all'eternità. Per noi milanisti è una sequenza di colpi al cuore devastante: salutare la nostra casa di sempre e, contemporaneamente, dover imparare a vivere il Milan senza la sua colonna portante. Ma il calcio sa essere maledettamente e ingiustamente veloce. Corre avanti, cambia pelle, abbatte spalti e costruisce nuove mura, incurante delle lacrime di chi resta.

Eppure, c'è qualcosa che il tempo non può demolire e che nessun cantiere potrà mai sostituire: il tuo milanismo. Quello stile, quel modo di essere leader senza bisogno di alzare la voce, quella dedizione viscerale alla maglia rimarranno impressi in noi e nelle generazioni che verranno.

Gli stadi passano, le epoche finiscono, ma la leggenda resta.
Un Capitano, c'è solo un Capitano! 🔴⚫
6 per sempre ♾️

D.

#FrancoBaresi #6PerSempre
#ACMilan #Milan
#MilanVenezia #SanSiro #DomeniCam
#milanistisullorlo #MilanistiSullOrloDiUnaCrisiDiNervi

2 months ago | [YT] | 1