Orticoltore, formatore e consulente specializzato in orticoltura, agroecologia e agroforestazione.
Il mio lavoro si muove al confine tra le dinamiche degli ecosistemi, la microbiologia del suolo e un'agricoltura pragmatica su piccola scala.
Mi occupo di progettazione e gestione di paesaggi produttivi, assecondando i processi naturali e utilizzando l'osservazione ecologica per aiutare comunità e aziende a produrre cibo in maniera efficace e rigenerare il territorio.
Su questo canale puoi trovare video dalle mie aziende (Living Soil Garden, in Inghilterra, adesso chiusa) e OrtoForesta (a Firenze, che gestisco con la mia compagna Tessa), contenuti di formazione e di divulgazione, come il Podcast Pionieri
--
Agroecologist, market gardener, and educator
I explore ways to manage thriving, productive landscapes by mindfully engaging with natural processes—translating complex ecological observation into the daily reality of feeding a community.
Dario Cortese
Amiche, amici,
non so voi, ma io mi sono girato un attimo, ed era già novembre.
Cammino tra gli alberi dei nostri filari agroforestali e mi godo questa luce calda e malinconica.
Per chi fa il nostro mestiere, o per chi lavora all’aperto in generale, le giornate che si accorciano portano con sé un sollievo, un sapore di traversata compiuta.
Dopo le potature delle piante di supporto dei mesi scorsi, le semine degli erbai e delle ultime colture veloci, nell’orto non rimane che raccogliere la verdura piantata in estate e organizzare la biomassa che ne deriva. È il periodo perfetto per distribuire compost sui letti che si svuotano, e magari seminarci fave e aglio, a segnare quello che è a tutti gli effetti l’inizio della stagione agricola che culminerà la prossima estate.
Per me questo è sempre un momento magico. Mi riporta alla mente i gesti di più di dieci anni fa, quando iniziavo a improvvisarmi contadino. Emerge, in questo amalgama di emozioni, la consapevolezza di essere in viaggio: in viaggio tra le stagioni che si susseguono, tra metodi e paradigmi agricoli, tra mestieri e generazioni diverse.
In questi giorni, su mille fronti diversi, il nostro piccolo mondo, se visto attraverso una lente piccolo-borghese, ci sembra in fiamme per l’ennesima volta, tra guerre, proteste, governi incompetenti e multinazionali onnipotenti.
A latere, e nel rimescolio di tutti questi movimenti tellurici, anche la mia minuscola vita di menestrello agricolo è stata in viaggio nell’ultimo mese. Sono stato nelle Marche, da Yuri e Isabella di rASOterra, e in Puglia, da Nico e Gaia di Casa Centofoglie. Quello che ho percepito, fra le tante persone che ho incontrato e con cui ho chiacchierato, è un entusiasmo, un’energia esplosiva, una voglia di creare, costruire, rigenerare il tessuto delle nostre vite, soprattutto dal punto di vista sociale. Ad accomunare i tanti che partecipano ai corsi che tengo, e che condividono generosamente i loro sguardi, i loro esperimenti e i loro percorsi, è, più che la voglia di fare un’agricoltura diversa, quella di costruire un altro mondo, che poggi su fondamenta completamente diverse. Un mondo in cui suggerire che il cavallo sia più efficiente del trattore, il mutuo aiuto delle dinamiche di mercato e la CSA dei mercati contadini non sia un’eresia, ma buon senso. Un mondo in cui l’ecosistema sia l’unità su cui tutto poggia, e non una curiosità scientifica.
Di questo, e dei tanti modi in cui si declina questa voglia di costruire, ho scritto, in varie forme e da angoli diversi, in molte delle cose che trovate qui sotto, nella newsletter di questo novembre.
Ci sono una serie di riflessioni sul rapporto con la vendita e con i clienti, sulla condivisione tra colleghi e sull’importanza di essere un po’ più hobbisti e meno professionisti in agricoltura. C’è un’introduzione sistematica all’agricoltura sintropica, in due parti. C’è il racconto di un incontro che mi ha ispirato e scosso, con un custode di semi eccezionale. Ci sono le solite rubriche. Buona lettura.
www.cortesedario.com/post/newsletter-di-novembre
17 hours ago | [YT] | 17
View 2 replies
Dario Cortese
Ciao amiche ed amici, mi dicono che è rimasto ancora qualche posto per il corso di Ottobre in Sicilia, a Ragusa, con Inferno Food Forest.
Per chi fosse in Sicilia o al Sud, questa è un'ottima occasione per vedere tante delle tecniche e degli approcci rigenerativi tradotti in contesti aridi, caldi, da rigenerare totalmente.
Per info e iscrizioni: Alesutera@gmail.com
1 month ago | [YT] | 10
View 0 replies
Dario Cortese
Me lo avete chiesto e ho provato a fare una diretta per parlarne in video dal vivo, ma a causa del caldo e delle continue défaillances del mio telefono, non ci sono riuscito.
Ad ogni modo, ecco qui la lista dei corsi di questo autunno, ad OrtoForesta e altrove in giro per l'Italia. Per iscriversi, basta visitare cortesedario.com/courses
3 months ago | [YT] | 21
View 2 replies
Dario Cortese
Il 17 giugno 2026 il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo, in seconda lettura (431 voti a 201, con 29 astensioni), al regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche — le NGT, che in Italia chiamiamo anche TEA, tecniche di evoluzione assistita.
Ogni volta che salta fuori un tema così controverso, immancabilmente si leggono posizioni nettissime — spesso comprensibili, ma emotive, e quasi sempre impostate allo stesso modo: quello che penso io è sensato e giusto, e l’opposto è sconsiderato, pericoloso, disastroso. Su una questione tanto intricata, eticamente e biologicamente, forse ha più senso presentare i fatti, le ragioni a favore e quelle contrarie in maniera equilibrata, e solo alla fine esprimere un’opinione. Questo è quello che provo a fare qui, senza pretendere che la mia sia una posizione particolarmente illuminata. Anzi, soffermandomi volutamente su alcuni spunti che non ho letto altrove, ed esimendomi dal dire le cose ovvie che probabilmente vi aspettereste di leggere in un post sui TEA.
www.cortesedario.com/post/tea-che-succede
Fatemi sapere cosa ne pensate!
4 months ago | [YT] | 17
View 2 replies
Dario Cortese
Il concetto di "Impulso Radicale" (spesso chiamato Growth Pulse) è un pilastro dell'agricoltura sintropica, ampiamente osservato sul campo dagli agroforestatori in diversi contesti. Tuttavia, la catena di eventi specifica che segue la "potatura a impulso" nei sistemi agroforestali non è ancora stata confermata da studi diretti. Questo articolo riassume i risultati di ricerche isolate sulla fisiologia vegetale e sulla scienza del suolo che suggeriscono un quadro teorico che spieghi queste osservazioni empiriche.
www.cortesedario.com/post/l-ipotesi-dell-impulso-r…
4 months ago | [YT] | 53
View 2 replies
Dario Cortese
Corso di Agroforestazione Rigenerativa qui a Ortoforesta la scorsa settimana.
Questa volta ho provato una formula diversa, con più momenti interattivi e con una potatura di gruppo per osservare la gestione di un sistema già avviato nelle sue varie componenti: alberi da frutto, arbusti e alberi da supporto, erbacee.
Per chi fosse interessato, ripeteremo lo stesso corso in occasione delle potature autunnali, il 20 Settembre. Info a cortesedario.com/corsi-presenza
5 months ago | [YT] | 30
View 1 reply
Dario Cortese
Se qualcuno fosse interessato, si è liberato un posto per il corso di agroforestazione del 3 Maggio! Iscrizione a ortoforesta.it/corsi-in-presenza
6 months ago | [YT] | 18
View 0 replies
Dario Cortese
🚜 Nella prossima stagione, il 60% delle semine di @ortoforesta sarà composto da ibridi F1. Questo cambio di rotta rispetto al nostro standard segue i risultati inconfutabili dei test autunnali: nel nostro sistema rigenerativo, molti F1 hanno garantito un’uniformità e una resistenza alle malattie superiori. Dobbiamo essere onesti con i dati di campo, anche quando mettono in discussione i nostri ideali.
🧬 Gli F1 nascono dall'incrocio di due linee parentali pure. Questo genera il cosiddetto "vigore ibrido", ma ha un costo: i semi della generazione successiva non manterranno le stesse caratteristiche.
⚠ Per produrre questi ibridi, i selezionatori usano spesso la Maschiosterilità Citoplasmatica (CMS), rendendo la linea "madre" sterile. Questo crea un collo di bottiglia genetico. A differenza delle varietà a impollinazione libera (OP) o delle Landraces — che si evolvono insieme al terreno — un F1 è geneticamente statico. Non ha la variabilità necessaria per adattarsi e la sua dominanza impoverisce il patrimonio genetico agricolo del pianeta.
💰 I semi F1 costano spesso molto più degli OP. La nostra selezione per questa stagione si è concentrata su sapore e uniformità, ma l'industria solitamente privilegia resa e adattabilità industriale. Tuttavia, il costo più profondo è politico: gli F1 creano una dipendenza dalle multinazionali, rompendo la tradizione del seme come risorsa della comunità. Il coltivatore smette di essere un custode e diventa un consumatore, dipendente da input esterni.
🗣️ Gli F1 puntano alla centralizzazione. In questo, sono strumenti di un sistema che preferisce il controllo alla sovranità alimentare. Il pericolo è la dipendenza cieca. Perché usarli allora? Perché crediamo sia possibile usare uno strumento senza sottomettersi alla sua logica. Li useremo per snellire temporaneamente i processi in questa stagione, ma senza ipocrisie: ci assumiamo la responsabilità di questa contraddizione.
📉 Siamo vigili sul rischio che una misura d'emergenza diventi un protocollo permanente, quindi puntiamo a scendere al 20% entro il 2027. Lo stato "rigenerativo" di un'azienda agricola si misura dalla sua direzione, non da una foto istantanea. Il nostro orizzonte resta fisso sugli OP e sullo sviluppo delle nostre landraces.
🌱 Prima di valutare e giudicare, ricordiamoci che la maggior parte del cibo che mangiamo è prodotto da aziende che comprano le piantine da vivai, e i vivai trattano al 95% ibridi F1. Anche tra le piccole aziende rigenerative, in pochissimi ci auto-produciamo le piantine.
🫘 A proposito di popolazioni evolutive, stiamo lavorando su fagioli Borlotti e Snowcap, sui piselli mangiatutto, sul mais Sunset e sul pomodoro Costoluto giallo!
8 months ago | [YT] | 68
View 11 replies
Dario Cortese
🌱 Amici, orticoltori e appassionati, ecco il calendario 2026!
Sono felice di presentare la nostra nuova offerta formativa a Firenze. Quest'anno abbiamo strutturato tre percorsi per accompagnarvi passo dopo passo nel mondo dell'Agricoltura Rigenerativa e dell'Ortoforestazione.
Che tu parta da zero o voglia approfondire tecniche complesse, c'è un posto per te nel nostro orto:
1️⃣ Orticoltura Rigenerativa - Corso Base (17 Maggio) Impara a creare un orto no-dig. Vedremo progettazione, semine e come gestire le piante rispettando la vita del terreno.
2️⃣ Orticoltura Rigenerativa - Corso Avanzato (24 Maggio / 11 Ottobre) Per chi vuole fare sul serio: focus su irrigazione, gestione parassiti, consociazioni e pianificazione colturale per un orto produttivo e sano.
3️⃣ Ortoforestazione (3 Maggio / 20 Settembre) Unire alberi e ortaggi è possibile? Sì, ed è potente! Scopri come progettare policolture agroforestali resilienti.
📅 Le iscrizioni sono aperte!
👇 PROGRAMMA COMPLETO?
ortoforesta.it/CORSI
8 months ago | [YT] | 10
View 0 replies
Dario Cortese
Nei sistemi sintropici, la potatura viene utilizzata per imitare i disturbi naturali dell'ecosistema, come l'erbivoria (pascolo) o i danni da tempesta. Potando una pianta di supporto, l'agricoltore crea un "gap" (varco) temporaneo e gestito nella struttura dell'ecosistema.
Le osservazioni sul campo suggeriscono che questo disturbo intenzionale avvii una reazione a catena benefica. Mentre il beneficio fuori terra — un maggiore accesso solare per gli strati inferiori — è ben compreso, l'ipotesi di lavoro dell'agricoltura sintropica postula che una parte significativa del beneficio derivi da un "impulso" di risorse e segnali innescato nel sottosuolo, che stimola teoricamente l'intera comunità vegetale circostante.
In questo articolo discuto il mio punto di vista su questa ipotesi, citando diverse fonti che sembrano supportarla. Buona lettura!
it.cortesedario.com/post/l-ipotesi-dell-impulso-ra…
9 months ago | [YT] | 37
View 1 reply
Load more